Fabio Patragnoni (Support Team di Cristiano Tara): “Lacrime di gioia cadono sul viso di Cristiano”

Livigno, 3 settembre 2016. Sono le 2:30 del mattino e nella stanza accanto alla mia, Cristiano si sta alzando per iniziare la sua nuova e faticosa avventura, l’Icon Extreme Triathlon. Non è da solo, questa volta la sua famiglia è con lui e sua moglie Elisa, in attesa della loro terza bambina, sta preparando la colazione più energetica possibile per permettergli di affrontare al meglio la sua giornata, la sua gara. Io e Alessandro, suoi supporters ufficiali, aiuteremo Cristiano tentando di rendere la sua sfida più semplice possibile. ICON è un’esperienza folle in termini di distanze, temperatura e dislivello per tutti ma non per Cristiano che si allena 365 giorni all’anno, conciliando le esigenze di tutti (lavoro, famiglia, sport).

Il giorno precedente, il sole caldo e la temperatura mite ci avevano regalato ottimismo, anche perché dopo il lago scozzese a 11°C e il nuoto controcorrente in Austria, il lago del Gallo di Livigno sembrava scuro ma piatto e quindi “nuotabile” senza grosse difficoltà. Le nostre aspettative vengono disattese alle 3:15 quando, uscendo, scopriamo una temperatura molto bassa. Cristiano è preoccupato perché in genere sfrutta le zone cambio per guadagnare tempo. Io e Alessandro siamo migliorati molto sotto questo punto di vista grazie alle precedenti esperienze e anche agli errori…..Il problema riguarda l’abbigliamento per la frazione bici dopo l’uscita dal lago freddo. Tutti insieme studiamo la situazione trovando la migliore soluzione.

Livigno è davvero una località splendida per il turismo, le vacanze, ogni genere di sport, relax, natura, shopping e, ultimo ma non per importanza, per questo tipo di competizione. Ma ciò che fa la differenza è l’organizzazione…..fin dal giorno precedente, durante il briefing e la consegna dei pettorali, è subito chiaro che il Team è molto preparato. Tutte le domande vengono soddisfatte ed è evidente che la passione e l’esperienza sono il punto di forza del Team.

Il giorno della gara io e Ale siamo a completa disposizione del nostro atleta che desidera fare del suo meglio non solo per se stesso ma anche per la sua famiglia e per i suoi supporters. Continua a dire: ”Ragazzi, non posso garantire nulla ma ce la metterò tutta. Non voglio deludervi”.

Il tempo è scaduto: tutti gli atleti sono pronti per iniziare la frazione nuoto. Muta, cuffia, occhialini sono a posto, manca il cerotto da applicare sul collo per evitare abrasioni da sfregamento……primo errore! Ogni cosa è pronta nella zona cambio per la frazione bici: casco, occhiali da sole, scarpe, guanti, pettorale e ovviamente la bicicletta stessa.

Via! Cristiano sa di non essere un forte nuotatore ma ci ha abituati a straordinari recuperi durante la frazione bici. Esce dall’acqua dopo circa 1ora e 20 minuti e 4,1km (invece di 3,8km) per un errore commesso da un piccolo gruppo di atleti che sbaglia direzione a causa del buio e di una luce ingannevole. Non importa, nulla è perduto: dopo pochissimi minuti, Cristiano sta già cavalcando la sua bici e decide di indossare l’antivento e i guanti mentre pedala per guadagnare tempo. Alessandro gli porge una barretta energetica e gli augura buona fortuna e l’avventura di 190km con 5000 mtD+, Stelvio incluso, può incominciare. All’inizio fa troppo freddo e Cristiano è sofferente ma, dopo 30km, indossati guanti e antivento, inizia la serie di sorpassi. Questa è per noi la parte più eccitante dell’intera gara. Il nostro compito è di soddisfare le richieste del nostro amico (cibo, integratori, informazioni sulla distanza in km/minuti dall’atleta che lo precede, etc). La nostra assistenza diventa essenziale negli ultimi chilometri prima di raggiungere la zona cambio dove Cristiano inizierà i 42km di corsa.

Il nostro atleta è ora incredibilmente 4°. Al T2 tutto è pronto per lui, seguendo un ordine preciso per fargli risparmiare tempo ed energia: integratori, cibo, orologio, scarpe, occhiali, zaino e cappellino perché nel frattempo la temperatura è cambiata molto ed ora fa davvero caldo. Cristiano è veramente veloce e siamo soddisfatti …e lo saremo ancora di più il giorno seguente leggendo i tempi nelle zone cambio e scoprendo di essere sempre stati i più veloci. Il traguardo sarà al Carosello 3000 dove Alessandro e la famiglia di Cristiano ci aspetteranno. L’ ICON è l’unico Extreme Triathlon caratterizzato da importanti altitudini fin dall’inizio della gara. Questo aspetto non deve essere sottovalutato perché l’aria e la respirazione cambiano notevolmente e di conseguenza anche l’affaticamento. Cristiano deve percorrere da solo i primi 28 km. Lo troviamo lungo la pista ciclabile. E’ fisicamente e psicologicamente stanco, sembra voglia mollare e quando ci chiede a che distanza si trova l’atleta che lo precede, tergiversiamo anche se sappiamo che è davanti a lui di circa 30 minuti e che è un ciclista professionista. Ale decide di correre 10 km con Cristiano per sostenerlo e aiutarlo a superare la crisi, mentre io raggiungo l’ultimo punto di controllo con la famiglia . Questo è il punto di partenza degli ultimi 12 km che devo correre con il mio atleta. Aspettando, ho l’occasione di scambiare alcune parole con il supporter del terzo atleta, quando improvvidamente Cristiano compare lasciando tutti stupiti. Sono ovviamente felice e curioso di sapere cosa è accaduto e dove si trova il terzo atleta ora divenuto quarto. Cristiano dice che stava camminando ma che non si trova molto distante. Corriamo con un nuovo spirito e lo facciamo insieme a un grande corridore e maratoneta che Cristiano aveva incontrato nel tratto precedente, Iseo Compagnoni che si affeziona a Cristiano e decide di venire con noi sulla sua mountain bike offrendo il suo straordinario supporto. Pochi chilometri mancano al Carosello 3000 quando incontriamo altri due atleti e scopriamo che uno di loro è Katia Zini, campionessa di short track, vincitrice di numerose medaglie. Siamo orgogliosi di averla con noi quando mi accordo che la cima non è ancora visibile anche se il mio GPS mi sta dicendo che siamo arrivati. Solo pochi metri ancora, siamo soli, nessuno dietro di noi. Facciamo alcune foto mentre sta diventando buio. Alla fine possiamo vedere la cima e sentire la musica, le grida di incoraggiamento e gli applausi. Le torce e le bandiere ci mostrano il percorso, l’arrampicata sulle pietre e Cristiano passa sotto il traguardo. E’ un Finisher e questa volta il podio è suo. Alessandro, Elisa con Matilde e Agnese, i giornalisti, gli spettatori, gli organizzatori…tutti sono lassù per celebrare Cristiano. Lacrime di gioia cadono sul viso di Cristiano ma anche Elisa e le loro bimbe sono commosse e felici per il loro “extreme” marito e papà!.

Fabio Patragnoni, Support Team di Cristiano Tara (2016 Finisher)