Luca Lamperti: “Un viaggio dentro me stesso”

Adoro queste “Gare” ma non le definisco tali, per me sono un viaggio dentro me stesso!

 

Mi avvicino al lago mentre solo le luci dei riflettori illuminano il buio più buio, vicino a me C’è Cristina, che con il nuoto in quelle condizioni fa fatica a sorridere! Le rimango vicino per qualche decina di metri!…poi sembra che il buio ci abbia inghiottito! La musica e il frastuono del pubblico velocemente svanisce, come la percezione dei metri di nuoto che sto facendo!

Adoro nuotare in quelle condizioni l’ho fatto parecchie volte in un contesto diverso, nel mio passato!

Dopo poco capisco che il freddo, la quota, mi portano a cambiare modo di respirare; se continuo con la mia abituale, vado in affanno!!! respiro ogni tre, soffiando fuori subito un soffio prolungato…funziona.

La mia mente allora serena comincia ad ascoltare il mio respiro, che sott’acqua sembra echeggiare quasi una musica costante che mi da ritmo.

Esco dall’acqua e c’è chiaro; gli “arditi” spettatori che hanno combattuto il freddo si lasciano andare in un applauso che ti fa salire l’adrenalina.

Il grande Binda (Stefano Bindellini mia assistenza) mi aiuta a togliere la muta e come la mia ombra si mette in auto e mi segue, per i 195 km di bike.

Lui ha corso in bici per anni ed è un triatleta che si rispetti; soprattutto è un grandissimo uomo e per me un fratello.

Comincio a pedalare agile perché con solo 500 km nelle gambe in bici non devo fare cazzate; affronto il Forcola ed ho freddo! è come se avessi i muscoli rigidi. In cima Stefano mostra il suo grande cuore, lo stesso che metterà in questa giornata. Mi chiede cosa voglio, mi accudisce come una madre farebbe con un il figlio…

Discesa e poi salita. Bernina! Arrivo in Svizzera e faccio tutto il falsopiano che porta alla salita che non ho mai affrontato quella Svizzera…porca vacca! Comincio a domandarmi se le mie gambe ce la faranno a portarmi a Livigno; ma per ogni salita, c’è una discesa per riposare!! Adoro le discese!!!

Il “Binda ogni 30 minuti mi rinfilza di panini, frutta secca e barrette!”Mangia Luca che se no resti a piedi” mi dice e come ogni consiglio ricevuto, obbedisco.

La strada sotto di me scorre e non vedo altro che la ruota sull’asfalto.

Poi all’improvviso eccolo!!!! imponente più che mai, maestoso, lo STELVIO!

Comincio l’ascesa con un rapporto agilissimo, Più salgo, più mi rendo conto di quanto sia dura! Interminabile, senza attimi di riposo. La voglia di arrivare in cima però è più forte di tutto. Quella vetta me la merito già solo perchè ho accettato di fare quel “Viaggio”.

Ogni tornante il “Binda” mi incita come se fossi al giro d’Italia; come lui fanno anche i componenti degli altri team di supporto che incontro lungo la strada.

Mi emoziona tantissimo questa cosa!!!!

Poi il momento più profondo arriva quando Stefano, su un tornante, mi grida. “Dai luca non mollare…la Testa Luca… la testa!”. Ero sfinito, ma lì mi sono commosso profondamente perché so che è esattamente così, sarà la testa a fare la differenza. Solo lei potrà portarti sempre a tagliare qualunque traguardo.

A Trepalle lascio la bici e mi rendo subito conto che non riesco a correre; devo camminare. Lo faccio per parecchi km; corricchio e cammino, poi al giro di boa comincio a correre tenendo un ritmo lento ma costante. Sorrido e penso alla gioia che proverò lassù a carosello 3000; se ci sto con i tempi. Il “Binda” mi viene incontro con un “cancello di mtb” e li capisco che devo farcela solo per lui che mi accudisce dalle 5 di questa mattina senza tregua. Glielo leggo negli occhi, darebbe qualsiasi cosa in quel momento per essere li al mio posto. Lui se lo meritava l’arrivo a Carosello3000.

Pian piano che i km passano il cielo si fa scuro e le stelle prendono posto in un azzurro più azzurro, che è pura magia,pura poesia.

La salita interminabile e stremante degli ultimi 9km non posso dimenticarla. Ogni tanto chiedo ad Andrea (la mia guida) di fermarsi 20 secondi. Mi chino sui bastoncini, chiudo gli occhi e poi riparto. In quei secondi il battito del mio cuore sembra voler urlare al buio tutta la sua fatica, tutto lo sforzo. Ma nella mia mente mai nemmeno per un attimo penso di fermarmi; troppa è la gioia di abbracciare “Ste” all’arrivo!

Nei miei anni ne ho fatti tanti di “Viaggi” Ultra ed estremi e so cosa vuol dire stare in giro in alte quote di notte, spesso da solo. Tutto questo mi è famigliare e mi piace! ma non sono mai arrivato così poco preparato e sono veramente stanco.

Poi lassù! dove osano le aquile! nel cielo blu puntellato di stelle si scorge una luce. Più mi avvicino e più vedo un corridoio di lanterne di fuoco. Lì la gioia e l’emozione mi fanno capire che ci siamo e che tutta la fatica sta per finire. Gli ultimi metri, incitato da tutti sono magici. Salgo l’ultimo “muro”, verso l’olimpo dei folli, dei sognatori e di chi almeno ci prova prima di dire non ce la faccio!

Qualcuno al microfono mi dice ‘you are an ICON’; sorrido stanco e abbraccio i miei fratelli di viaggio.

Io penso che questi siano momenti in cui si scava dentro se stessi, dove esce ciò che sei; saper accettare la sfida non è nulla confronto alla consapevolezza di capire chi sei! di quanto la natura, se pur imponente e impervia, ti dia occasioni preziose per essere parte di lei. Io lo faccio perché per me, una vita senza sfide e confronti non è vita…e come mi ha detto un mio Sargente un giorno! ‘Luca meritati questa vita, meritatela!’

E a voi che organizzate questo meraviglioso e altri meravigliosi eventi così, in questi contesti, in queste bellissime montagne …. non fermatevi! Anche se so che magari economicamente non c’è molto da vivere, ma vi assicuro che l’opportunità che offrite a chi partecipa è impagabile

Grazie di cuore

Luca